Chiave della vita eterna
Antico simbolo egizio che rappresenta la vita eterna, l'unione del maschile e del femminile divino. Porta energia vitale e rigenerazione.
Vita
Simbolo Energetico per la Guarigione
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Nei geroglifici Egizi è quasi certo trovare il simbolo Ankh, il cui trilittero significa Vita, spesso associato ad altri segni per comporre parole più complesse come vitalità e simili. Il disegno della "Chiave della Vita", così viene spesso chiamata, si trova raffigurato nelle mani di faraoni, regine, figure regali, alti sacerdoti. Spesso tra le dita di moltissime divinità, fra queste Horus, Iside, Ptah. Gli dei egizi puntano l'Anch dalla parte della croce verso le narici dei mortali o di coloro che si apprestano a divenire immortali, dunque insufflano la vita direttamente nel corpo dei loro alleati, come se stessero per soffiare ossigeno in essi.
Nelle iscrizioni e nei gerogriflici i nomi dei re Egizi e delle regine veniva inscritto in un cartiglio a cui seguivano spesso i simboli il cui significato era vita, salute e forza, la vita era il segno dell'Anch, spesso disegnato a supporto delle giunture del corpo, tra le mani, sulle ginocchia e a sostegno di oggetti di potere o sommato ad altri simboli sacri, operazione questa di pura logica, poichè il soffio vitale deve necessariamente sostenere ogni altro simbolo e nutrirlo.
Alcune tradizioni edono nella croce a tre braccia, che la nostra tradizione indica con la parola Tau, il simbolo di Osiride, ovvero del dio dell'aldilà e della comunicazione tra vivi e morti. L'ansa ovoidale viene indicata come un simbolo di Iside, moglie di Osiride e sua controparte femminile. L'unione di ansa e croce costituisce l'essenza di questo simbolo al quale vengono associati altri significati che non sono alternativi ma di supporto a quelli già visti.
L'Anch sembra essere una caratteristica posseduta dagli dei, come se i possessori di quell'oggetto portassero con loro la materializzazione della loro immortalità e la potessero donare, trasferire e favorire in altri esseri o fenomeni universali. L'Anch può anche essere ottenuto? La risposta a questa domanda sembra essere sì, , tramite un processo di conoscenza delle leggi universali e una condotta virtuosa, etica e una ricerca magica che sfocia nel possesso, fisico e spirituale, dell'Ankh.
Il sorgere del sole dell'immortalità nei mortali è rappresentato, nelle osservazioni di altri ricercatori, dall'ansa che sembra essere simile al sorgere della nostra stella sul braccio orizzontale del Tau, che quindi rappresenterebbe l'orizzonte terrestre, mentre l'asta verticale ne indicherebbe il suo percorso notturno dal sottosuolo del mondo verso l'alba. Gli egittologi notano la somiglianza di questo simbolo con i lacci delle scarpe degli antichi egizi, forse una metafora dell'eterno viaggio del ricercatore spirituale verso nuovi orizzonti, un sincretismo assoluto con gli altri significati che rafforza quanto già detto. Anche l'interpretazione che indica nell'Ankh la stilizzazione dei genitali femminili e di quello maschile uniti nella creazione della vita è in accordo con quanto già detto.
Croce con ansa superiore, simboleggia l'unione degli opposti
Nelle rappresentazioni egizie esso ha varie proporzioni e spesso viene associato ad altri oggetti come il flagello regale o il bastone Uas e altri. Sono strumenti di potere e talvolta di morte, in essi c'è il potere di risparmiare la vita e di donarla o di trasformarla. Tutto quello che è simbolicamente affine alla morte è anche vicino alla vita, sia essa terrena o ultraterrena
Probabilmente il massimo ricercatore italiano sul simbolo Ankh è Giovanni Grasso, egli ha confrontato le sue rappresentazioni nei suoi geroglifici, nelle statue e nelle sculture egizie e dedotto le corrette proporzioni e i probabili utilizzi pratici. L'Ankh con angoli più smussati serve a trasmettere in maniera più morbida e meno diretta le energie apportate dal simbolo.
Dobbiamo sviluppare intuizione per le forme, le proporzioni e i significati primordiali che essi possono veicolare, in seguito dovremmo scegliere il simbolo che gli occorre o quello che ha maggir affinità con lo scopo per il quale lo utilizza. In generale va notato che la parte superiore del simbolo è un contenitore di energie vitali che appare come un uovo rovesciato o un utero umano colmo della vita che sta per nascere; la croce a tre bracci accoglie quell'energie e la direziona con maggiore forza verso il braccio lungo, ma una parte minore della forza vitale si dirigerà comunque verso le parti orizzontali dell'Ankh
Potente per rituali di guarigione, rinnovamento cellulare e riconnessione con l'energia vitale. Ideale per chi cerca rinascita spirituale.
L'Ankh può essere stampato o rappresentato graficamente, ma anche utilizzato come oggetto fisico, sia di piccole o grandi dimensioni. L'oggetto fisico ha funzioni di trasmissione delle energie vitali, di cura e di bisturi energetico che sono più immediate, forti e volendo pericolose, se usate da mani inesperte e senza equilibrio. La sua rappresentazione in semplice disegno irradia lo stesso tipo di energie ma in maniera più lenta, misurata e certamente meno pericolosa, però può essere usato per irradiazioni più lunghe, ad esempio in ambienti, come talismano o come oggetto per favorire l'attenzione durante meditazioni e visualizzazioni.
Nella tradizione egizia l'Ankh è associato all'immortalità e al soffio vitale che nutre ogni essere, dunque può essere usato per migliorare la salute di persone malate ponendone il disegno vicino all'organo malato e lasciato per un tempo molto lungo a supporto del miglioramento fisico. Concentrandosi su di esso si possono avere benefici nell'accumulo di forza vitale e di conseguenza di forza fisica e nell'efficienza del corpo; chiunque può utilizzare una rappresentazione dell'Ankh prima di uno sforzo fisico, emotivo o mentale, ad esempio per ottenere buoni risultati in una gara, riconciliarsi con una persona o superare un esame.
L'Ankh è anche una chiave, dunque, se lo possiediamo come oggetto fisico, può essere afferrato dalla parte dell'ansa e puntato come una bacchetta magica verso una parte del corpo o un luogo dove desideriamo separare le energie dannose da quelle vitali o apportare luce in luoghi oscuri, siano essi nel nostro animo che nel corpo eterico dei viventi. In tal senso è consigliabile eseguire con il polso piccole rotazioni, come se volessimo scavare con un coltello nel corpo di colui che stiamo aiutando.
Usare questo simbolo come chiave è propizio soprattutto se vogliamo aprire, metaforicamente, le stanze interne del nostro conscio ed entrare nei forzieri della mente per capire qualcosa che prima non avevamo colto. Per tale utilizzo è consigliato stampare il simbolo in piccole dimensioni, su un supporto rigido, porlo sul plesso solare se vogliamo svelare qualche conoscenza emotiva, mentre se volessimo ricevere informazioni più culturali, mentali e razionali dovremmo metterlo sulla fronte. In entrambi i casi si procederà chiudendo gli occhi e immaginando di portare con noi l'Ankh e aprire un luogo simbolico per trovare dentro di esso quello che stiamo cercando.
Tutti noi abbiamo la capacità di immaginare nuovi utilizzi di questo simbolo. Si può utilizzare l'Ankh come oggetto fisico, simbolo grafico ma anche disegnandolo sul corpo prima di azioni fisiche o operazioni magiche le quali hanno ricevuto un supporto formidabile dall'avere impresso sulla pelle quel geroglifico.
L'utilizzo come oggetto fisico ha una modalità meno invasiva del puntare il braccio più lungo verso qualcuno o qualcosa; l 'Ankh può essere afferrato ponendo le dita intorno all'ansa e alla croce per poi mostrarlo frontalmente, come farebbe un sacerdote con una croce cristiana. Questa modalità spande le potenti energie veicolate dal simbolo di fronte ad esso, proiettandole dall'ansa e dal tau in avanti e tutto intorno.
Nessuna azione di utilizzo dei Simboli Sacri deve essere meccanica, non pensata e lontana da un'intenzione positiva; chiunque possieda un Ankh, sia esso d'oro o di enormi dimensioni, e non ha equilibrio e corretta visione di come e quando applicarne correttamente gli effetti, non otterrebbe che scarsi risultati o addirittura effetti negativi o inprevedibili. La vita che passa dall'Ankh è un'energia selvaggia, intelligente ma non imprigionabile, pertanto sarebbe inutile tentare di utilizzarla con intenti egoistici o non in accordo con il libero arbitrio proprio o altrui.