La Notte dei Morti e degli Spiriti
Samhain, noto nella tradizione norrena come Vetrnætr (Notti d'Inverno), segnava l'inizio dell'inverno e, secondo molte tradizioni, il capodanno norreno. È un periodo in cui il velo tra il mondo dei vivi e quello dei morti è particolarmente sottile.
Le Notti d'Inverno segnavano il passaggio dalla metà luminosa dell'anno a quella oscura. Era il momento in cui:
Come tutte le grandi festività, le Notti d'Inverno erano occasione per un blót (sacrificio rituale). Gli dèi venivano onorati con offerte per garantire:
Un rituale particolarmente importante delle Notti d'Inverno era l'Álfablót, il sacrificio agli Álfar (elfi o spiriti della natura). Questo era un rito strettamente privato, celebrato solo dalla famiglia senza ospiti esterni. Nella Austrfararvísur del poeta Sigvatr Þórðarson, si racconta di come fu respinto da ogni casa perché si stava celebrando questo rito segreto.
Durante le Notti d'Inverno, il confine tra i mondi si assottigliava:
In alcune tradizioni, le Notti d'Inverno erano associate al Dísablót, il sacrificio alle Dísir (spiriti femminili protettori, forse antenate divinizzate). Questo rito onorava le potenze femminili che proteggevano la famiglia e il clan.