La fine e la rinascita di tutte le cose
Ragnarök (in norreno antico "Destino degli Dèi" o "Crepuscolo delle Potenze") è la profezia apocalittica della mitologia norrena che descrive la distruzione del mondo conosciuto attraverso una serie di catastrofi naturali e una battaglia finale, seguita dalla rinascita del cosmo.
Il racconto principale proviene dalla Völuspá ("Profezia della Veggente") dell'Edda Poetica e dal Gylfaginning della Prose Edda di Snorri Sturluson.
Prima della fine, arriverà Fimbulvetr ("l'Inverno Potente"): tre inverni consecutivi senza estate. Neve e gelo da ogni direzione, il sole si oscura, i venti ululano. In questo tempo:
Terremoti cosmici scuotono Yggdrasil. Le catene si spezzano:
Heimdall suona il Gjallarhorn, il cui suono raggiunge tutti i nove mondi. Gli dèi si armano.
Da Muspelheim, Surtr guida i giganti del fuoco attraverso il Bifröst, che crolla sotto il loro peso. Da Helheim salpa Naglfar, la nave costruita con le unghie dei morti, comandata dal gigante Hrymr, con Loki al timone. I giganti del gelo marciano da Jötunheimr.
Tutte le forze convergono sulla pianura di Vígríðr, vasta cento leghe in ogni direzione.
Ogni grande dio affronta il proprio destino:
Surtr scatena il fuoco su tutti i mondi. Asgard brucia. Midgard brucia. La terra sprofonda nel mare. Le stelle cadono dal cielo. Tutto viene consumato.
Ma la Völuspá non termina nella distruzione. Dopo un tempo indefinito:
Il Ragnarök insegna che anche gli dèi sono soggetti al destino, ma lo affrontano con coraggio. La distruzione non è la fine ma una trasformazione necessaria. Il ciclo cosmico continua: dalla creazione alla distruzione alla ricreazione. Questa visione ciclica distingue la mitologia norrena dalle apocalissi lineari di altre tradizioni.