L'avventura di Thor tra i Giganti
Questo è uno dei racconti più amati della mitologia norrena, pieno di umorismo e ironia. Racconta come Thor, il più maschile degli dèi, dovette travestirsi da sposa per recuperare il suo prezioso martello.
Il racconto è preservato nel poema Þrymskviða ("Il Canto di Thrym") dell'Edda Poetica, uno dei poemi più popolari e meglio conservati.
Un mattino Thor si svegliò e scoprì che Mjölnir, il suo martello invincibile, era scomparso. Furioso, cercò ovunque senza successo. Il martello era l'arma più potente contro i giganti, e la sua perdita metteva in pericolo Asgard stessa.
Thor chiese aiuto a Loki, che prese in prestito il mantello di piume di falco di Freya e volò a Jötunheimr. Lì trovò Þrymr (Thrym), re dei giganti, seduto su un tumulo a intrecciare collari d'oro per i suoi cani.
Thrym ammise di aver rubato Mjölnir:
"L'ho nascosto otto leghe sotto terra. Nessuno lo avrà indietro a meno che non mi portino Freya come moglie."
Loki tornò con la notizia. Gli dèi si riunirono e decisero di chiedere a Freya di sacrificarsi per il bene comune. Ma quando le proposero di sposare Thrym, la dea si infuriò talmente che la sua collana Brísingamen esplose:
"Davvero credi che io sia così pazza per gli uomini da viaggiare con te nella terra dei giganti?"
Fu Heimdall a suggerire la soluzione: Thor stesso doveva travestirsi da Freya e andare a Jötunheimr come "sposa". Thor protestò indignato - sarebbe stato chiamato codardo e effeminato! Ma non c'era alternativa.
Thor fu vestito con abiti da donna:
Loki lo accompagnò travestito da ancella.
Arrivati a Jötunheimr, iniziò il banchetto nuziale. Thrym fu subito sospettoso:
Loki spiegò che "Freya" non aveva mangiato per otto giorni per l'eccitazione del matrimonio.
Quando Thrym volle baciare la sposa e sollevò il velo, vide occhi fiammeggianti di rabbia:
"Perché gli occhi di Freya sono così terrificanti? Sembra che sprizzino fuoco!"
Loki rispose: "Non ha dormito per otto notti, tanto ardeva dal desiderio di venire a Jötunheimr."
La sorella di Thrym portò Mjölnir per consacrare il matrimonio, ponendolo sulle ginocchia della sposa secondo la tradizione. Nel momento in cui Thor sentì il suo martello:
"Rise nel suo cuore il cuore di Hlórriði [Thor]. Uccise per primo Thrym, re dei giganti, e poi tutta la sua stirpe."
Questo racconto mostra un lato diverso di Thor: non solo guerriero, ma protagonista di una commedia. Il mito gioca con i ruoli di genere, l'onore e l'astuzia. Rivela anche l'importanza di Mjölnir non solo come arma, ma come strumento di consacrazione sacra.