Il cavallo Svaðilfari e l'inganno di Loki
Questo mito racconta come le grandi mura di Asgard furono costruite, e come l'astuzia (e la disperazione) di Loki salvò gli dèi da un patto disastroso - dando nel contempo origine a Sleipnir, il cavallo a otto zampe.
Il racconto è preservato nel Gylfaginning della Prose Edda di Snorri Sturluson.
All'inizio dei tempi, quando gli dèi stavano ancora stabilendo Asgard, si presentò un mastro costruttore che offrì di edificare mura così possenti che nessun gigante avrebbe mai potuto violarle.
Il suo prezzo era audace: voleva il sole, la luna, e la dea Freya come moglie.
Gli dèi si riunirono per discutere. Loki suggerì di accettare, ma con condizioni impossibili:
Il costruttore accettò, chiedendo solo di poter usare il suo stallone Svaðilfari. Gli dèi acconsentirono, pensando fosse irrilevante.
Il lavoro iniziò al primo giorno d'inverno. Svaðilfari si rivelò straordinario: trasportava blocchi di pietra così enormi che gli dèi rimasero stupefatti. Le mura crescevano a velocità impossibile.
A tre giorni dalla scadenza, le mura erano quasi complete. Gli dèi entrarono nel panico: stavano per perdere il sole, la luna e Freya!
Gli dèi ricordarono che era stato Loki a suggerire di accettare il patto. Furiosi, lo minacciarono con una morte orribile se non avesse trovato una soluzione. Loki, terrorizzato, giurò di rimediare.
Quella sera, mentre il costruttore e Svaðilfari trasportavano l'ultimo carico di pietre, una cavalla uscì dalla foresta. Era Loki trasformato. La cavalla nitrì invitante e fuggì nel bosco.
Svaðilfari, pazzo di desiderio, spezzò le briglie e inseguì la cavalla per tutta la notte. Il costruttore rincorse il suo stallone invano.
Senza lo stallone, il costruttore non poté completare l'opera entro la scadenza.
Quando il costruttore si rese conto di aver perso, andò in jötunmoðr - furia da gigante. Gli dèi compresero allora che non era un umano ma un gigante delle montagne travestito. Poiché aveva usato l'inganno per primo, il patto era nullo.
Chiamarono Thor, che era stato assente combattendo i giganti a oriente. Thor non esitò: con un colpo di Mjölnir frantumò il cranio del gigante, mandandolo a Helheim.
Qualche tempo dopo, Loki tornò. Con sé aveva un puledro grigio con una caratteristica unica: otto zampe. Era Sleipnir, nato dall'unione tra Loki (come cavalla) e Svaðilfari.
Loki donò il puledro a Odino. Sleipnir divenne il destriero più veloce di tutti i mondi, capace di viaggiare tra i regni dei vivi e dei morti.
Il mito mostra la complessità morale della mitologia norrena: gli dèi usano l'inganno, rompono i patti quando conviene, e non sono moralmente superiori ai loro nemici. Loki, causa del problema, è anche la sua soluzione - un pattern che si ripete in molti miti.