Padre degli Dèi
Il Padre degli Dei, Signore di Asgard
Padre degli Dèi
Odino (Óðinn in norreno antico, "il Furioso") è la divinità suprema del pantheon norreno, sovrano di Asgard e padre degli dèi. Il suo nome deriva dal proto-germanico *Wōđanaz, legato alla parola per "furia" o "ispirazione poetica", riflettendo la sua natura multiforme di dio della guerra, della saggezza, della poesia e della morte.
La conoscenza di Odino ci proviene principalmente dall'Edda Poetica (XIII secolo), una raccolta di poemi anonimi in norreno antico, e dalla Prose Edda di Snorri Sturluson (c. 1220). Particolarmente importanti sono i poemi Völuspá (La Profezia della Veggente), Grímnismál (Il Discorso del Mascherato) e Hávamál (I Detti dell'Altissimo).
Odino è celebre per due grandi sacrifici in cerca di conoscenza:
L'Occhio per la Saggezza: Rinunciò a un occhio per bere dalla fonte di Mímir (Mímisbrunnr), situata sotto una delle radici di Yggdrasil. Questa fonte conteneva tutta la saggezza del cosmo. Da quel momento Odino possiede la capacità di vedere oltre il velo del tempo e dello spazio.
Le Nove Notti su Yggdrasil: Come narrato nell'Hávamál, Odino si impiccò all'albero cosmico Yggdrasil per nove giorni e nove notti, trafitto dalla propria lancia Gungnir, senza cibo né acqua. Al termine di questa ordalia sciamanica, le rune gli si rivelarono, donandogli la loro sapienza mistica. Questo sacrificio di sé a sé stesso rappresenta uno dei più profondi misteri della spiritualità norrena.
Huginn e Muninn: Due corvi il cui nome significa "Pensiero" e "Memoria". Ogni mattino volano attraverso i nove mondi e tornano a sussurrare nelle orecchie di Odino tutto ciò che hanno visto e udito. Odino teme sempre che un giorno non facciano ritorno.
Geri e Freki: Due lupi ("l'Avido" e "il Vorace") che siedono ai piedi del suo trono. Odino dona loro tutto il cibo che gli viene servito, poiché egli stesso si nutre solo di idromele.
Sleipnir: Il cavallo a otto zampe, il più veloce di tutti i destrieri, capace di viaggiare tra i nove mondi, sulla terra, nel cielo e attraverso i reami dei morti. Fu generato da Loki in forma di cavalla.
Gungnir: La lancia che non manca mai il bersaglio, forgiata dai nani figli di Ivaldi. Odino la scagliò all'inizio della prima guerra, istituendo così l'uso rituale di consacrare le battaglie.
Draupnir: L'anello d'oro che ogni nove notti genera otto anelli identici, simbolo di ricchezza inesauribile.
Hliðskjálf: Il trono dal quale Odino può osservare tutti i nove mondi contemporaneamente.
Odino presiede il Valhalla ("Sala dei Caduti"), un'immensa sala nel palazzo di Valaskjálf in Asgard. Qui le Valchirie conducono i guerrieri caduti gloriosamente in battaglia, gli Einherjar ("Guerrieri Solitari"). Questi combattono ogni giorno e alla sera risorgono per banchettare, preparandosi alla battaglia finale del Ragnarök.
Odino possiede oltre 170 nomi differenti, riflettendo i suoi molteplici aspetti: Allföðr (Padre di Tutti), Valföðr (Padre dei Caduti), Yggr (Il Terribile), Gangleri (Il Vagabondo), Grímnir (Il Mascherato), Hárr (L'Altissimo), Bölverkr (Il Malfattore). Questa molteplicità di nomi riflette la complessità della sua natura divina.
Durante il Ragnarök, la battaglia finale, Odino guiderà gli dèi e gli Einherjar contro le forze del caos. Affronterà Fenrir, il lupo mostruoso, e verrà divorato. Suo figlio Víðarr vendicherà la sua morte squartando le fauci del lupo.