Huginn e Muninn

Animali Divini Neutrale

I Corvi della Memoria e del Pensiero

Gli occhi di Odino volano sul mondo: nulla sfugge a Huginn e Muninn.
Huginn (Pensiero) e Muninn (Memoria) sono i due corvi di Odino che ogni giorno volano sui Nove Mondi per raccogliere informazioni. Al tramonto tornano sulle spalle del Padre degli Dei sussurrandogli ciò che hanno visto. Odino teme sempre che un giorno non facciano ritorno, perdendo Pensiero o Memoria.
Descrizione

I Corvi della Saggezza

Huginn e Muninn (in norreno antico "Pensiero" e "Memoria") sono i due corvi di Odino. Ogni alba volano attraverso tutti i nove mondi, osservando e ascoltando, e al tramonto tornano a posarsi sulle spalle del loro signore per sussurrargli tutto ciò che hanno appreso.

Le Fonti Primarie

Sono menzionati nella Prose Edda e in poemi dell'Edda Poetica, in particolare nel Grímnismál dove Odino stesso parla di loro.

La Paura di Odino

Nel Grímnismál, Odino rivela un'ansia segreta:

"Huginn e Muninn volano ogni giorno sulla terra vastissima. Temo per Huginn che non torni, ma ancor più mi preoccupo per Muninn."

La paura di perdere Muninn (Memoria) più di Huginn (Pensiero) suggerisce che la memoria sia considerata più preziosa - o più fragile - del pensiero stesso.

Estensioni di Odino

I corvi rappresentano le facoltà cognitive di Odino estese al mondo. Attraverso di loro, il Padre degli Dèi può essere onnisciente senza essere onnipresente. Sono i suoi occhi e le sue orecchie in ogni angolo del cosmo.

Simbolismo Sciamanico

Nella pratica sciamanica, lo spirito del veggente viaggia in forma animale. Huginn e Muninn potrebbero rappresentare aspetti dell'anima di Odino che si separano dal corpo per acquisire conoscenza - una pratica comune nelle tradizioni sciamaniche nordeuropee.

Aspetto
Due corvi neri, identici o quasi, di dimensioni normali ma di intelligenza divina.
Habitat
Asgard (sulle spalle di Odino), ma viaggiano quotidianamente attraverso tutti i mondi
Huginn e Muninn
Huginn e Muninn
Animali Divini
Rune Associate
Debolezze
Rischiano di non tornare dai loro viaggi - una paura che Odino stesso confessa.